Da maggio il Paese vive in un clima di instabilità politica

Bangkok: scontri all'aeroporto
Governo sull'orlo della crisi

Manifestanti antigovernativi e filomonarchici chiedono le dimissioni del Premier Wongsawat

25-11-2008 | Esteri | Luca Puddu

thailandia finale

BANGKOK - Aeroporto internazionale di Suvarnabhumi: piste invase da centinaia di manifestanti antigovernativi; undici feriti negli scontri a fuoco tra sostenitori del Primo Ministro Somchai Wongsawat - atteso domani di ritorno dal summit dell'Apec in Perù - e simpatizzanti del Pad (Alleanza del popolo per la democrazia), movimento di minoranza filomonarchica; voli bloccati e scalo chiuso a tempo indeterminato. Sembra essere giunto alla spallata finale il braccio di ferro fra opposizione e governo, in atto da mesi in Thailandia.

Governo sull'orlo di una crisi. Il Paese vive in un clima di instabilità politica dallo scorso maggio. L'accusa del movimento antigovernativo? Corruzione e illegittimità. Wongsawat è infatti considerato uno strumento nelle mani di Thaksin Shinawatra, ex Premier-magnate costretto a vivere all'estero dopo una condanna per corruzione. Dal 26 agosto scorso la sede governativa è occupata dai manifestanti della Pad, in aperta difesa della monarchia: «non ce ne andremo finchè Wongsawat resterà sulla poltrona di Primo Ministro». Gli ultimi eventi segnano un ulteriore aggravamento di una crisi sociale, politica ed economica che va avanti da anni. La Thailandia, monarchia costituzionale con il Re Bhumibol Adulyadej Rama IX a capo dello Stato, è tristemente risaltata alla cronaca nel dicembre 2004, quando un terremoto con epicentro a Sumatra (Indonesia) provoca uno Tsunami che raggiunge le isole e le coste thailandesi, causando centinaia  di migaliaia di vittime tra gente locale e turisti di tutto il mondo. Nel febbraio 2005, con la vittoria del Partito di Thaksin Shinawatra, viene assicurato un periodo di stabilità politica, che termina nel settembre 2006 con un colpo di Stato dei militari. La presa del potere avviene senza vittime e con l'assenzo del Re. Il Primo Ministro Shinawatra viene esiliato a Singapore. Intanto i sindacati del settore pubblico hanno annunciato uno sciopero nazionale per domani, in caso di mancato ritiro da parte del Premier Wongsawat. La crisi politica rischia di avere delle ricadute devastanti sull'economia, già duramente provata dalla recessione mondiale. Alcune compagnie straniere hanno già tagliato produzione e posti di lavoro. Si teme un nuovo golpe.

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