Vacilla il mito dell'isola felice creata da Page e Brin

La recessione colpisce ancora
Va in crisi anche Google

Per la prima volta la società di Mountain View annuncia licenziamenti e chiusure

25-11-2008 | Economia | Paolo Camedda

Uffici Google

PALO ALTO (California) - La recessione economica che ha colpito negli ultimi tempi l'economia statunitense, e di riflesso quella mondiale, non accenna a fermarsi, e continua a mietere vittime. Stavolta a farne le spese è Google, l'ultima azienda felice nel panorama mondiale.

Annunciati tagli e licenziamenti. Per la prima volta nella sua storia la società di Mountain View è colpita dalla crisi economica. Il più diffuso motore di ricerca del mondo, che ha compiuto dieci anni il 7 settembre di quest'anno ed è stato fondato nel 1998 da Larry Page e Sergey Brin, ha infatti annunciato per il futuro una serie di tagli sul personale e sui progetti. A essere licenziati non saranno i dipendenti diretti, ma molti dei diecimila collaboratori con contratto a tempo determinato. Questi ultimi costituiscono un terzo della forza lavoro complessiva dell'azienda. Da Palo Alto precisano che le assunzioni continueranno, ma con un ritmo inferiore rispetto al recente passato. Negli ultimi due anni il numero dei dipendenti diretti del colosso del web è quasi raddoppiato, passando dalle quasi undicimila unità del 2006 alle circa ventimila di oggi. Oltre ai dipendenti a contratto, a fare le spese dei tagli dell'azienda saranno i progetti poco remunerativi. Google è conosciuta nel mondo per concedere ai propri dipendenti il venti per cento del loro tempo lavorativo per dedicarsi a progetti personali. I venti di crisi hanno suggerito all'azienda una brusca virata. Negli ultimi giorni sono stati chiusi due progetti: Prima Lively, la poco convincente realtà virtuale di Google, nata come risposta a Second Life, e il motore di ricerca sperimentale SearchMash.

Un futuro meno roseo. Il futuro al Googleplex appare perciò meno roseo. Sul web già si scommette su quali saranno i prossimi progetti che verranno chiusi dalla società di Mountain View. I nomi più gettonati sono quelli di Google Video, un applicativo che pare ormai superfluo dopo l'aquisto dell'azienda di Youtube, e Knol, l'enciclopedia libera, tradotta anche in Italiano, che costituisce al momento un'alternativa a Wikipedia. E in borsa non va meglio. Le azioni della società hanno subito in pochi mesi un brusco ridimensionamento, e vengono scambiate a circa 270 dollari, ben distante dai 700 dollari di quotazione raggiunti a fine 2007. Gli analisti di Bernstein Research stanno consigliando ai possessori la vendita, e prevedono un calo fra i 200 e i 240 dollari per azione, sebbene prevedano una rapida risalita di Google una volta tornata la calma sui mercati internazionali. La crisi ha raggiunto anche l'ultima isola felice, quella che è stata definita "la società in cui tutti vorrebbero lavorare". Chi sarà la prossima vittima?

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